Progetto "Le Parole del Corpo"

Le Parole del Corpo

Noi conosciamo un fatto attraverso la nostra azione di avvicinarci ad esso” (George A. Kelly)

Il progetto “Le parole del corpo” nasce dal dialogo e dalla collaborazione tra me, psicoterapeuta,

e la dottoressa Monica Negri, fisioterapista (www.pelvieperineo.it).


Questa collaborazione nasce dall’idea di affrontare alcune problematiche a partire dal diverso punto di vista delle nostre due discipline per giungere ad una visione più ampia e meno frammentata della persona. Ci riferiamo ad alcuni disagi che Monica, nella sua esperienza clinica, incontra e che dal dialogo con i pazienti sembrano poter sconfinare dall’ambito della fisioterapia in quanto tale.


Ad esempio dolore cronico, dolore durante i rapporti sessuali (dispareunia), tensione muscolare, sintomi che ritornano nonostante la buona riuscita del trattamento. Sembrano situazioni di disagio che toccano l’esperienza emotiva della persona, spesso parlando di questi sintomi può sembrare che le persone si riferiscano anche ad altro, a volte si commuovono.


Pertinenza della psicologia: un mal di schiena emerge proprio nel momento in cui una persona sta per affrontare un’esperienza vissuta come minacciosa; dolori e blocchi nel movimento rendono qualcuno bisognoso di cure proprio quando sente a rischio una relazione sulla quale fa molto affidamento; eruzioni cutanee estremamente evidenti raccontano di tutte le parole che un altro paziente sceglie di non dire; e altro ancora.


Che linguaggio parlano tutti questi pazienti?


Per evitare fraintendimenti: non stiamo in nessun modo proponendo di sostituire l’approccio medico scientifico con una presunta psicologia, come purtroppo spesso accade, ma piuttosto di perseguire una visione unitaria ed integrata della persona, una visione in cui più punti di vista si sommano e comunicano, ciascuno con la propria specificità e particolarità.


Siamo convinti infatti che il corpo parli con un suo proprio linguaggio, attraverso le tensioni, i blocchi, il dolore. Con i vincoli e con le possibilità a cui ci pone di fronte nell’azione. Lo stesso processo fisiologico, lo stesso sintomo, la stessa esperienza possono essere interpretati con strumenti teorici differenti, ciascuno dei quali può aiutare a metterne in luce un aspetto diverso. L’utilizzo di un approccio integrato tra fisioterapia e psicologia offre, seguendo queste premesse, la possibilità di giungere ad una maggiore comprensione e ad una visione più ampia dell’esperienza che la persona sta vivendo. Lo scopo è quello di stabilire un dialogo a tre voci in cui fisioterapista e psicologo si mettono in ascolto della persona e del suo dolore aprendo nuove prospettive alla sua comprensione, offrendo strumenti per la sua gestione e, quando possibile, per la sua soluzione.


Il progetto si articola in una seduta di valutazione iniziale della durata complessiva di 60 minuti di cui 30 con lo psicoterapeuta e 30 con la fisioterapista. In base alla valutazione iniziale e attraverso quel dialogo a tre voci di cui parlavamo prima si stabilirà l’alternarsi degli incontri con l’uno o l’altra professionista.


Una citazione per approfondire il nostro punto di vista:


Se osserviamo una ragazza che attraversa un ponte (una costruzione ingenua), allora possiamo parimenti costruirla come ‘una serie di momenti di forza attorno ad un punto’ (costruzione dell’ingegnere), come ‘un basso rischio di credito’ (costruzione del banchiere), come ‘una massa di elettroni che ruotano attorno a dei nuclei’ (costruzione del fisico), come ‘un’anima in pericolo di peccato mortale’ (costruzione teologica), o come ‘un bocconcino appetitoso’ (costruzione di un ragazzo). Non dobbiamo ritenere che la ragazza sia realmente una di queste; possiamo accettare che si tratti di costruzioni che hanno un qualche valore esplicativo e una qualche utilità predittiva, a seconda delle reti di costrutti dalle quali esse derivano.” (D. Bannister, 1968; citato in G. Chiari, 2016)