La Psicoterapia

Psicologia costruttivista

"Il vero viaggio di scoperta

non sta nel cercare nuove terre,

ma nell'avere nuovi occhi"

(Marcel Proust)

[...] la psicologia dei costrutti personali, al pari di altre teorie, rappresenta il compimento di un assunto filosofico. Nella fattispecie, l'assunto è che quale che sia la nostra natura, e quale che sia l'esito della nostra ricerca della verità, gli eventi in cui ogni giorno ci imbattiamo sono soggetti a tante costruzioni, quante potremo escogitarne con la nostra intelligenza. Questo non vuol dire che tutte le interpretazioni si equivalgano [...]. Ci ricorda, però, che tutte le nostre percezioni attuali possono essere messe in dubbio e riconsiderate, e ci suggerisce -più in generale- che anche gli episodi più ovvi della vita di tutti i giorni potrebbero apparire radicalmente trasformati, se avessimo abbastanza inventiva da costruirli in modo diverso. (George Kelly) 

L'approccio teorico a cui faccio riferimento è il costruttivismo psicologico, in particolare la Psicologia dei Costrutti Personali di George Kelly. All'interno di questa teoria i disturbi, ed in generale il disagio e le problematiche considerati da un punto di vista psicologico, vengono definiti come "qualsiasi costruzione personale che continui ad essere usata nonostante numerose invalidazioni" (Kelly, 1955). Questa visione rende conto dell'esperienza di non vedere vie d'uscita o alternative possibili alla situazione che si sta vivendo: le alternative considerate dalla persona che sperimenta il disagio hanno già dimostrato la loro inefficacia. Un arresto del movimento, con tutte le implicazioni e la sofferenza che questo comporta, sembra l'unica possibilità.

A partire da queste premesse lo scopo della psicoterapia è quello di favorire una ripresa del movimento, aiutando la persona a costruire alternative diverse al proprio malessere.

Utilizzare un nuovo sguardo per vedere il mondo, per guardare a se sterssi ed alle proprie relazioni, per riscoprirsi, può essere un lavoro anche difficile ma che porta a grandi risultati. Si può scoprire la possibilità di iniziare a raccontarsi una storia "vecchia", che pareva immutabile, in modi nuovi, ricchi di nuove possibilità da esplorare. Infatti, come nella citazione sopra riportata Kelly ci ricorda: "anche gli episodi più ovvi della vita di tutti i giorni potrebbero apparire radicalmente trasformati, se avessimo abbastanza inventiva da costruirli in modo diverso".

Il ruolo che il terapeuta assume in questo processo di scoperta è quello del compagno di viaggio, esperto della propria disciplina e del lavoro terapeutico, ma alla pari con la persona che incontra, quest'ultima unica e migliore esperta di se stessa. Riprenderò ancora un brano di Kelly che meglio racconta questo aspetto:

"il cliente fortunato ha un partner, lo psicoterapeuta. Ma neanche lo psicoterapeuta conosce la risposta finale; e così affrontano insieme il problema. Date le circostanze, non possono far altro che indagare entrambi, ed entrambi rischiare errori occasionali. Affinché possa essere uno sforzo genuinamente cooperativo, ognuno deve cercare di comprendere ciò che l'altro propone, e ognuno deve fare ciò che può per aiutare l'altro a comprendere ciò che lui stesso è pronto a tentare in seguito. Formulano congiuntamente le loro ipotesi. Possono anche fare esperimenti congiuntamente e l'uno con l'altro. Insieme valutano attentamente i risultati e rivedono le loro comuni intenzioni. Nessuno dei due è il capo, né sono soltanto dei vicini educati che si tengono a distanza da faccende sgradevoli. Si tratta, nella misura in cui sono capaci di renderla tale, di una partnership." (Kelly, citato da Chiari, 2016)